Extreme Racing Shox, EXT, ha da sempre fatto delle prestazioni senza compromessi una sorta di Mantra. La EXT VAIA ne è forse la massima espressione. In questo test andremo a scoprire come è fatta e come funziona.
La EXT VAIA è una forcella a doppia piastra pensata per MTB che vanno dall’enduro al DH passando per Freeride ed E-Bike.
È disponibile sia in configurazione con perno da 15mm che con perno da 20mm mentre l’escursione va da 170 a 200mm.
UN PO’ DI STORIA
Ad aprile purtroppo è venuto a mancare Franco Fratton, l’ingegnere che nel Vicentino ha creato EXT.
Franco, già nel 2023 aveva iniziato a supervisionare i lavori su una forcella a steli rovesciati per MTB.
Un progetto estremamente ambizioso e complesso che, a fine 2024, diede alla luce la EXT VAIA.

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Partiamo dall’inizio:
Che cos’è una forcella non è complicato: due tubi telescopici che scorrono uno dentro l’altro con una molla e un sistema di smorzamento idraulico.
Questo tipo di sospensione esiste praticamente dalla nascita del motociclo!
Infatti, come mi disse Franco, 50 anni fa sulle moto si facevano forcelle molto simili a quelle tradizionali che vengono attualmente impegnate nelle biciclette. Sicuramente meno raffinate, meno lavorate e con materiali più pesanti.

A cavallo tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli ’80, Franco lavorava sotto Bob Fox (il fondatore della attuale RideFox) nella ricerca e sviluppo del mitico ammortizzatore Fox AirShox.
In quel periodo era spesso nei campi gara di motocross nei reparti corsa di piloti del calibro di Howerton, Lackey e Pomeroy. E, in quegli anni, Simmons (il futuro co-fondatore di Rockshox suspensions) presentò una forcella rivoluzionaria:
presentò la prima forcella a steli rovesciati della storia.
Il brevetto venne subito acquisito da Ohlins che rese questa architettura costruttiva sinonimo di prestazioni nel motocross e nelle gare di velocità su pista.
COS’É UNA FORCELLA A STELI ROVESCIATI?
Le forcelle USD (Up-Side Down) rovesciano il paradigma tradizionale in cui i foderi sono collegati alla ruota e gli steli alla piastra (o alle piastre) di sterzo.
Infatti, in una forcella a steli rovesciati gli steli sono in basso, vicino alla ruota e i foderi sono in alto, vicino alla zona del cannotto di sterzo.
In questo modo si ottengono principalmente due vantaggi:
- Accentramento delle masse, con un comportamento dinamico più reattivo.
- Lubrificazione più efficiente, grazie alla gravità che mantiene l’olio dove serve.
Con il design USD si riduce la necessità di soluzioni meccaniche complesse come bypass e passaggi olio per tenere lubrificate le boccole superiori.
Inoltre si eliminano anche le spugnette a favore di un più semplice e gestibile paraolio.
Sebbene a livello costruttivo i foderi devono essere più lunghi e quindi è molto più facile avere più peso, le forcelle a steli rovesciati sulle moto offrono vantaggi non indifferenti.
Tanto che da quando venne presentata la prima Simmons prototipo agli inizi degli anni ’80, già sul finire del decennio era facile trovare moto da cross nelle concessionarie con questa tipologia di forcelle.

Non tutte le forcelle USD sono uguali:
Boccole fisse VS boccole flottanti!
Non tutte le forcelle a steli rovesciati sono uguali! Infatti, esiste una importante scelta costruttiva che le aziende possono fare e che influenza pesantemente il peso, il costo di realizzazione e le prestazioni: la disposizione delle boccole.
Le boccole è dove gli steli scorrono all’interno del fodero e determinano praticamente tutto del carattere della forcella.
Boccole scadenti, disallineate o ovalizzate comportano attriti, movimenti indesiderati e quindi una forcella non performante.
La loro disposizione è un aspetto estremamente importante perché determina tutte le caratteristiche di rigidità, scorrevolezza e costanza durante l’utilizzo di una sospensione.

MTB VS MOTO cosa siamo abituati a vedere come forcelle?
Nelle MTB siamo abituati a vedere forcelle tradizionali con archetto di rinforzo e quattro boccole fisse (in gergo “femmina”) in cui scorrono gli steli.
Nelle forcelle a steli rovesciati questo design è si diffuso, ma non è la scelta che una casa costruttrice farebbe se vuole ottenere il massimo delle prestazioni!
Inoltre, nel motocross dove le escursioni arrivano a toccare i 300mm se si usasse una USD con quattro boccole fisse, implicherebbe dei foderi e degli steli estremamente lunghi in modo da distanziare in maniera sufficiente le boccole ed avere una rigidità torsionale sufficiente.
La distanza delle boccole e quanto stelo serve per coprire questa distanza si chiama “overlapp” (letteralmente sovrapposizione).
Un altro aspetto importante del design con boccole fisse è la lubrificazione.
Infatti, utilizzando boccole fisse, per lubrificare la superiore bisogna comunque ricorrere all’ “effetto pompa” (cioè comprimendosi la forcella, si riduce il volume all’interno dei foderi ciò porta l’olio a risalire nel fodero).
Un effetto estremamente importante e vitale delle forcelle tradizionali che addirittura vedono bypass e passaggi per far risalire l’olio fino alle spugnette e ai para-polveri.
Perché le boccole flottanti sono più diffuse nelle moto da competizione
In contemporanea alla nascita delle forcelle a steli rovesciati anche le moto da cross cambiavano con un aumento considerevole dell’altezza sella e delle escursioni.
Per questo motivo, nel motocross fin da praticamente subito si è iniziato a ragionare di non utilizzare le boccole fisse, ma un altro design: due boccole fisse e due boccole flottanti.
Questo design risolve due grossi problemi: l’overlapp richiesto per avere una forcella abbastanza rigida anche con grandi escursioni e la lubrificazione della boccola superiore.
Infatti, le boccole flottanti sono montate direttamente sugli steli e scorrono all’interno del fodero.
In questa maniera l’overlapp aumenta all’aumentare dell’escursione utilizzata e allo stesso tempo sarà la boccola stessa a “pescarsi” da sola l’olio di lubrificazione.
Le boccole flottanti sono state una soluzione così vantaggiosa da diventare lo “standard” per qualsiasi forcella da motocross o da strada ad alte prestazioni.
Ovviamente ciò comporta che il fodero deve avere una canna lavorata in cui scorre la boccola e le tolleranze devono essere ancora inferiori.
Per questa ragione in ambito MTB nelle pochissime forcelle a steli rovesciati non si sono mai viste, tranne che per rare eccezioni artigianali.
EXT VAIA: PRESTAZIONI SENZA COMPROMESSI
In EXT fin da subito sono partiti con una idea alla base: se bisogna fare
una forcella a steli rovesciati, bisogna farla senza compromessi.
Quindi, la base progettuale è stata proprio una forcella da motocross omeglio, da E-MOTO! La FERRO.
Per questo motivo fin da subito hanno scelto di lavorare sulle boccole e sulla struttura della forcella adottando quindi le boccole flottanti.
Tre pilastri: rigidità, costanza, scorrevolezza
La EXT VAIA si fonda su tre concetti tecnici fondamentali: rigidità torsionale, costanza prestazionale e scorrevolezza.
Dato che manca l’archetto di rinforzo, in EXT hanno lavorato per trovare delle soluzioni intelligenti per aumentare la rigidità.
Oltre alle boccole flottanti, in EXT hanno deciso di avere un overlapp minimo di ben 190mm con travel da 200mm, 15mm in più della Fox podium che diventano ben 290 quando si va a fondo nell’escursione.
Anche la scelta degli steli da 38.5mm e delle piastre in ERGAL è nata per avere un avantreno granitico.
Un’altra scelta per aumentare la rigidità è il desing del perno ruota.
La EXT VAIA, infatti, non ha un classico perno cilindrico filettato, bensì un perno a doppio esagono estremamente alleggerito pensato apposta per, una volta serrate le quattro viti dei piedini, garantire molta più rigidità.
Il perno è realizzato in lega di titanio Grado 5 per contenere i pesi ed è disponibile sia in standard da 15mm che in standard da 20mm.
Inoltre, l’interfaccia del piedino e del perno stesso lo rendono compatibile anche con lo standard Torque Caps.

EXT VAIA: TUTTE LE CARATTERISTICHE
La costruzione di una forcella USD richiede componenti più
massicci.
EXT per la VAIA ha affrontato questa sfida con scelte mirate:
- Steli da 38.5 mm con foderi maggiorati da.
- Struttura interamente realizzata in ERGAL 7075.
- Struttura a doppia piastra per la massima solidità.
- Possibilità di variare l’offset da 44 a 48mm per dare il massimo della versatilità in ogni contesto
- Viteria e perno ruota interamente in Titanio grado a5
- Compatibilità con perni da 15mm e da 20mm
- Peso circa 3kg
EXT VAIA senza compromessi dentro e fuori
Oltre alla costruzione senza compromessi interamente in ERGAL 7075 e con viteria in Titanio, anche all’interno la EXT VAIA non scherza.
- Cartuccia idraulica sigillata con pistone ad alto flusso HDRV in bagno d’olio, presa direttamente dalla EXT ERA V2.1 e V2 LT.
- Regolazioni separate per compressione alta/bassa velocità e ritorno.
- Air spring HS3 aggiornata con doppia valvola e molla in acciaio integrata, per un controllo preciso su tutto l’arco dell’escursione.
- Tokens di volume per personalizzare il comportamento della EXT VAIA e renderla più adatta a stile di guida e peso di ogni rider
- Cannotto con offset variabile (44/48 mm)
- Possibilità di scegliere tra due piastre superiori con altezze differenti per adattarsi a ogni tipo di MTB.
Compatibilità e versatilità
Progettata per MTB con axle-to-crown superiore a 575 mm, la VAIA è adatta sia per Enduro aggressivo che per Downhill o E-MTB. Il perno ruota è da 110 mm, disponibile sia in standard 15 che 20 mm, facilmente intercambiabili.
È inoltre compatibile con i Torque Caps, rendendola adatta a praticamente ogni ruota presente sul mercato.
EXT VAIA: SENSAZIONI IN SELLA
Il mezzo scelto per il test
La EXT VAIA è una forcella che presenta sicuramente tante possibilità al rider. Noi l’abbiamo provata equipaggiando una Specialized Enduro 29 S-Works e per l’occasione è stata utilizzata in configurazione 170mm con perno da 15mm e offset da 44mm.
La scelta di utilizzare l’offset di 44mm è stata dettata dal fatto che la Specialized Enduro nasce per forcelle 585mm di axle to crown corrispondente a una Fox 38 con offset 44mm.
La EXT VAIA in configurazione 170mm ha “solo” 575mm con gli steli completamente infilati e, stando al setup che avevamo avevamo esattamente la stessa geometria.
Di conseguenza non si è stati influenzati dai cambiamenti di setup.
Confidenza fin da subito
La prima cosa che emerge una volta saliti in sella e fatti i primi metri è l’equilibrio generale.
Infatti, per via della rigidità e della distribuzione dei pesi, la EXT VAIA risulta fin da subito estremamente precisa nei cambi di direzione.
Un grande vantaggio delle forcelle a steli rovesciati a doppia piastra è che, se serrate correttamente, hanno un parallelismo quasi perfetto. Ciò è garantito dal perno flottante e dal fatto che sono presenti solo 3 punti di vicolo tra le due forcelle, a differenza dei classici quattro punti di vincolo tipici di una tradizionale da DownHill.
Il tutto è ovviamente amplificato dal grande lavoro fatto sui materiali di attrito da parte di EXT che rendono la VAIA estremamente scorrevole.
SETUP E FUNZIONAMENTO DELLA EXT VAIA
Idraulica collaudata
L’idraulica della EXT VAIA è presa direttamente dal collaudatissimo progetto ERA e vede tre registri idraulici: due di compressione per alte e basse velocità e uno di ritorno.
La cartuccia idraulica sigillata presenta le medesime componenti interne con un pistone IFP da 24mm e tecnologia High Dynamic Responsive Valve (HDRV).
Anche i click sono i medesimi e medesima è anche la spaziatura tra un click e l’altro.
Ciò che però emerge è un comportamento completamente diverso inquanto grazie al lavoro fatto sulla molla pneumatica HS3 non è più presente quel “calcio” quando la forcella si estende completamente.
Esattamente come detto per la EXT ERA V2 LT, anche sulla VAIA i registri non sono pensati tanto per coprire i range di peso quanto più per offrire un controllo preciso e “raffinato” del comportamento dell’avantreno in ogni frangente.
Di conseguenza in sede di revisione e di custom tuning è possibile rendere la EXT VAIA perfettamente cucita sulle proprie specifiche e avere la possibilità di gestirsi al meglio con tutti click evitando quindi di essere limitati ai classici 2-3 click di range che possiamo trovare su altre forcelle.
HS3 rivisitata: Sulla VAIA si punta alla personalizzazione totale
La cartuccia HS3 di proprietà di EXT è stata fin da subito una delle caratteristiche più interessanti del marchio vicentino.
La possibilità di eliminare completamente i Tokens a favore di una camera di progressione pneumatica rende le EXT estremamente facili da settare a seconda di ogni condizione.
Resta anche la molla in acciaio per aumentare la sensibilità iniziale,
solo che questa volta è posizionata in alto anziché in basso poiché la cartuccia HS3 è girata testa in giù.
È stata una sorpresa scoprire che sulla VAIA hanno deciso di invece inserire i riduttori di volume anche se l’applicazione è molto interessante.
Infatti, sebbene i Tokens hanno la medesima funzione e applicazione, nella VAIA questi sono utilizzati più per dare ancora più range di gestione al rider per decidere come e quanto sostengo si vuole avere a fine corsa e ad inizio corsa.
La EXT VAIA presenta 3 riduttori di volume per la camera ++ di progressione e 3 riduttori per la camera negativa permettendo quindi di avere un numero di setup praticamente illimitato.
In questo modo, se ad esempio si pesa 90kg e si vuole avere una prima parte di escursione estremamente sensibile anche con SAG ridotti all’osso, è possibile utilizzare completamente il volume della camera negativa.
Allo stesso modo, se invece si è dei Riders estremamente leggeri e si rischia di avere una prima parte di corsa quasi inconsistente, basta inserire tutti i tokens nella camera negativa e si avrà il sostegno desiderato.
All’atto pratico significa che è possibile gestire la EXT VAIA e letteralmente “cucirsi addosso” la sospensione senza dover ricorrere a compromessi.
Anche quando si decide di fare setup estremi è possibile godere di grande controllo e sensibilità.
Il risultato è una forcella eccellente sotto praticamente ogni aspetto: rigida, precisa, scorrevole e costante in tutto l’arco di utilizzo.
EXT VAIA: ESTREMA ANCHE NEL RAPPORTO QUALITA/PREZZO
Il prezzo di listino della EXT VAIA si aggira attorno ai 2600 euro. Una cifra importante, ma giustificata da:
- Qualità costruttiva unica.
- Soluzioni tecniche di altissimo pregio.
- Scelte ingegneristiche volte a massimizzare ogni aspetto della performance.
Attualmente in commercio la EXT VAIA può essere paragonata soltanto con pochi altri competitors sebbene queste forcelle non presentino diverse caratteristiche oppure non appartengano propriamente alla stessa categoria.
EXT su questo ha un po’ cambiato i paradigmi stravolgendo e creandosi una sua nicchia in cui effettivamente per le dotazioni e la qualità è sicuramente una forcella estremamente interessante.
Costosa ma comunque con un rapporto qualità/prezzo buono.
Per maggiori info riguardanti la EXT VAIA e per saperne di più riguardo anche alla garanzia vi rimandiamo al sito www.extremeshox.com










