LA MIA PRIMA ESPERIENZA IN MTB

Nel primissimo articolo con cui inauguriamo questo blog vorrei raccontarvi della mia prima vera e tragicomica esperienza in MTB e nel ciclismo in generale.

Una rara foto dell’epoca in una delle primissime pedalate.
Era il 2010 e avevo 15 anni. Ero reduce da un infortunio stradale in cui mi ero completamente rotto un ginocchio. Il Chirurgo Ortopedico mi aveva detto di intraprendere una attività a basso rischio per le ginocchia in modo da mantenere alto il tono muscolare. Di conseguenza la mia scelta poteva ricadere solo su due sport, che erano il nuoto e il ciclismo. Il nuoto lo praticavo già da anni mentre la bici per me non era stata altro che un mezzo “per spostarsi” prima del motorino. Quindi mai presa sul serio come attività.
 

La bicicletta con cui è iniziato tutto

La Bemmex Sensation2, la mia prima vera MTB.
 

In garage avevo una MTB 26″ front da cross country del 2006. La bici era equipaggiata con pedali 11eleven SPD, forcella SR Sountour, trasmissione mix di gruppi Shimano XT e XTR 3×9 con leve Shimano Deore XT ST-M760 che, per chi non le conoscesse, erano quel bizzarro comando freno con cui si cambiava rapporto schiacciando verso il basso o verso l’alto la leva del freno (sistema che, ovviamente, ebbe vita breve). Fortunatamente avevo anche delle scarpe NorthWave da XC e tutto l’abbigliamento da corredo. Di questo devo ringraziare mio padre, che anni prima fece la pazzia di prendersi una bici per allenarsi ma che alla fine non usò mai.

                                                              Le molto poco famose leve Shimano XT Dual Control STI M760

Quindi, tutina da XC, scarpe, casco e monto in sella per la mia prima uscita.
Mi aggancio ai pedali per fare la rampa dello scivolo di casa, ben più ripida del normale, e… rapporto troppo duro per la rampa! Cado così rovinosamente sul fianco perché non riesco a sganciarmi dai pedali spd. Allora mi rialzo, salgo a piedi la rampa e finalmente parto in direzione delle colline a 5km da casa.
Su asfalto tutto bene, riesco a tenere la corona più grande delle tre disponibili ottenendo un rapporto abbastanza duro. Arrivo al primissimo sterrato e, dopo pochissimi metri, mi rendo conto di stare pedalando come se avessi una presenza dietro di me che si avvinghia e mi risucchia tutta la forza impressa nei pedali. Così scendo dalla bici, cadendo male anche stavolta, poi tasto la ruota posteriore e mi accorgo che è sgonfia. Ovviamente da buon neofita non ho portato nulla con me per ripararla. Quindi cosa fare?! Mi volto, prendo la bici e intraprendo una bella passeggiata di 5km verso casa con delle “comodissime” scarpette da cross-country.

Quel giorno appresi la prima lezione sul fuoristrada: bisogna SEMPRE portare con sé degli attrezzi e un cellulare.

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